Sono fortunata.
Sono profondamente fortunata ad aver avuto una mamma con la M maiuscola.
Da lei ho imparato a gioire delle piccole cose: a riconoscere la bellezza in un albero in autunno, in una tavola preparata con cura, nel vedere le cupole del Duomo ogni giorno come fosse la prima volta.
Ho imparato a cucinare, a cucire, a preparare le feste e anche a fare un picnic sul tappeto di casa quando fuori il tempo era brutto.
Da lei ho imparato a divertirmi con i miei figli, a dare valore ai gesti semplici, a creare calore.
Mia mamma era una donna estroversa, anarchica, diretta. Una donna splendida, che ha vissuto seguendo il suo sentire.
Negli ultimi anni, con la sua fragile e per me in qualche modo magica demenza, mi ha regalato un altro tipo di tempo.
La domenica pomeriggio stavamo insieme: lei a colorare mandala, sempre pieni di colori, sempre perfetti, io a fare le mie bambole.
Era un tempo di cura reciproca, un tempo lento, un tempo di riposo per me, dentro la mia vita frenetica.
Oggi ha lasciato questo corpo, ma non se n’è andata davvero.
Resterà per sempre con me, perché una parte di lei vive in me: nel modo in cui gioisco per una giornata di sole, nel modo in cui preparo una tavola, nel modo in cui amo.
Per tutto questo, mamma, grazie.
da Paola
Lettera a mia nipote
Carissima, vorrei dirti tante cose.
Intanto mi congratulo con te per le scelte di vita che hai fatto finora, mai banali, sei coerente e decisa in tutto quello che hai fatto e che fai. Ricordati che quello che fai ora resterà dentro di te per la vita. E questo ti darà sicurezza nel proseguire nella strada che fa per te. Nelle scelte ascolta i consigli di chi ti vuole bene, però cerca dentro di te, ricordando quello che hai fatto, quello che hai avuto di buono e di brutto. Anche il dolore che la vita ci riserva. Io dico che niente viene per niente. Come puoi constatare, pensando a come sei ora, costante, sicura di quello che fai. Io sono orgogliosa di quello che fai e di come sei e ti voglio 100 sacchi di bene. Segui sempre la tua coscienza.
Basta capire l’insegnamento di Alice e del suo paese delle meraviglie, dove petali e corolle sanno parlare ma solo “con chi ne vale la pena”. La tua vita non è mai stata banale. La tua come la mia e quella di tutti. La vita è un regalo che apri ogni mattina quando ti svegli. La vita è un tesoro che scoprirai ogni sera prima di chiudere gli occhi.
A questo punto, anche non rileggendo quello che ho scritto, capisco che ho fatto un po’ di casini di parole, di virgole, in più o in meno. C’è tutto il mio cuore dentro qua. Accetta il buono.
La tua nonna
Lettera scritta il 27 novembre 2005 e ritrovata tra le carte della nonna
Betti