diario dalla finestra di casa

22 aprile 2026 – Una preghiera piccola piccola 

22 Aprile 2026

Quann’ero ragazzino, ­mamma mia,
me diceva: “Ricordati­, figliolo,
quando te senti veram­ente solo
tu prova a recità ‘n’­ Ave Maria.
L’anima tua, da sola,­ spicca er volo
e se solleva, come p­è maggia”.
Ormai so’ vecchio, e­r tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addor­mita la vecchietta,
ma quer consijo non ­l’ho mai scordato.
Come me sento veramen­te suolo
Io prego la Madonna b­enedetta
E l’anima da sola pij­a er volo!

(Trilussa, poeta e scrittore  della prima metà del 900, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco)

Mi è capitata per mano per caso. Siccome so che nulla è mai per caso, mi son chiesto perché tale piccolo, semplice segno mi è venuto per mano. Ogni tanto mi viene in mente e vi faccio ricorso. A volte mi dico: tanto, male non fa! Ma subitanea mi viene la risposta che mi dò: è perché non vuoi crederci, magari dicendo che Dio è con problemi più impegnativi. 

E allora mi rispondo che Dio è Onnipotente quindi può tutto, ma proprio tutto. L’intelligenza artificiale ne è la conferma, anche se ben poca cosa in confronto a Dio.

Allora torno al problema di sempre e mi dico: perché non vuoi credere nell’aldilà? Cosa ti costa? Come al solito mi si ingarbuglia la mente e risolvo il problema dicendomi che nel mondo ci sono cose davvero incomprensibili che non so affrontare e quindi mi dico di lasciar perdere. 

Penso che il buon Dio che tutto sa mi tenga sulla corda, tanto sa che pur con molta titubanza non voglio abbandonarlo.

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