Quann’ero ragazzino, mamma mia,
me diceva: “Ricordati, figliolo,
quando te senti veramente solo
tu prova a recità ‘n’ Ave Maria.
L’anima tua, da sola, spicca er volo
e se solleva, come pè maggia”.
Ormai so’ vecchio, er tempo m’è volato;
da un pezzo s’è addormita la vecchietta,
ma quer consijo non l’ho mai scordato.
Come me sento veramente suolo
Io prego la Madonna benedetta
E l’anima da sola pija er volo!
(Trilussa, poeta e scrittore della prima metà del 900, noto per le sue composizioni in dialetto romanesco)
Mi è capitata per mano per caso. Siccome so che nulla è mai per caso, mi son chiesto perché tale piccolo, semplice segno mi è venuto per mano. Ogni tanto mi viene in mente e vi faccio ricorso. A volte mi dico: tanto, male non fa! Ma subitanea mi viene la risposta che mi dò: è perché non vuoi crederci, magari dicendo che Dio è con problemi più impegnativi.
E allora mi rispondo che Dio è Onnipotente quindi può tutto, ma proprio tutto. L’intelligenza artificiale ne è la conferma, anche se ben poca cosa in confronto a Dio.
Allora torno al problema di sempre e mi dico: perché non vuoi credere nell’aldilà? Cosa ti costa? Come al solito mi si ingarbuglia la mente e risolvo il problema dicendomi che nel mondo ci sono cose davvero incomprensibili che non so affrontare e quindi mi dico di lasciar perdere.
Penso che il buon Dio che tutto sa mi tenga sulla corda, tanto sa che pur con molta titubanza non voglio abbandonarlo.