Da 8 giorni ormai è scoppiata la guerra contro l’Iran, antica Persia di Ciro il Grande. Si tratta di 90 milioni di abitanti che, purtroppo, per mano dei capi religiosi ,sono stati trasformati in una accolita di furiosi integralisti che hanno trasformato la loro nazione luogo di repressione secondo le regole della Jihad islamica. Le vittime prime sono le donne, che sono state poste in una condizione di dura sottomissione agli uomini.
Mi fermo a descrivere i gravi danni che tale governo ha imposto. Da qualche tempo è in atto una rivolta delle donne che ha comportato reazioni quanto mai dure nel governo. Ebbene, il governo iraniano non si è fermato alla politica interna ma dato il via a una preparazione, anche armata, per imporre il proprio statuto a tutti i paesi arabi, alla bomba atomica. Orbene, tale fatto ha spinto Israele e Trump, spero che gli Usa in qualche modo si astengano, non so come, a farsi trascinare in guerra. Però da otto giorni è entrata in guerra.
Non parlerò di tale argomento, bensì di un fatto derivato la chiusura dello stretto di Hormuz. In questo momento ci sono migliaia di navi ferme nelle adiacenze. La zona fornisce il 20% di energia, petrolio e gas del fabbisogno di tutto il mondo. La conseguenza immediata è il raddoppio dei prezzi dei prodotti petroliferi. Che fare? A tempo debito si ha preferito giocare con il petrolio senza per questo cercare una via alternativa. Mi è venuto in mente che anni fa avevo trovato una notizia di seconda mano che diceva che l’Italia aveva trovato una fonte di gas nel mar di Sicilia, nonostante fosse poco opportuno data la disponibilità di gas russo. Poi sappiamo come è andata con la guerra in Ucraina…
Tornando al gas iraniano: si tratta di 1,5 miliardi di metri cubi all’anno per un consumo di italiano di 62 miliardi l’anno, poca cosa, ma mio padre diceva “meglio di niente”.
Il petrolio americano costa di più di quello russo o arabo per cui si impone il problema del Medio Oriente: sapranno i grandi del mondo fermarsi dai loro più diversi interessi e cercheranno di elaborare uno status mondiale tale da garantire di superare la situazione attuale frutto delle briose trovate di Trump che però sono state preparate dall’a Sud del Magione di sputi’assurda invasione di Putin in Ucraina che ha aperto la porta la legge della giungla, del più forte a imporsi?
Non so come andrà a finire.