diario dalla finestra di casa

La festa dei cugini 

4 Aprile 2026

29 aprile

La festa dei cugini 

Cos’è mai qesta istituzione? Avrò avuto 35 anni e così pure qui a Padova Cesco, mio cognato, lato Faggion, quindi in quel di Vicenza i Simonato  con la zia Cesca, la to Faggion. Questo era allora il gruppo base, a Padova 12 persone, a Vicenza erano sette per un totale di 19 persone. Quando ci trovavamo a noi sembrava di essere veramente tanti. Fino all’età della pubertà dei figli queste feste annuali si svolgevano a Padova o a Vicenza. Era diventata una tradizione davvero felice, eravamo legati gli uni agli altri anche perché questa vicinanza ci consentiva di organizzare insieme alle ferie, mare e montagna, di cui ho detto in altri miei scritti. Improvvisamente i figli sono spariti nel loro, diventando grandi, ricerca di autonomia. Con tristezza dovemmo noi adulti trovarci da soli a ricordare le scampagnate con i figli e pensare e valutare le difficoltà e i pericoli che i nostri figli stavano trovando della vita. 

Tornando agli incontri avvenivano in alberghi chiusi, in qualche parrocchia che ci prestava il patronato, tutti luoghi che lasciavamo con cura come li avevamo trovati.

Passato il tempo della giovinezza a prepararsi alla vita adulta, i nostri figli ebbero a loro volta i loro figli e quindi sentirono loro stessi il bisogno di ripristinare le “feste dei cugini” di seconda generazione. Eravamo diventati almeno una ventina in più, noi nonni eravamo vispi quindi ancora in grado di organizzare insieme le feste. Ne ho davvero un buon ricordo. Vedevamo i nostri figli ripercorrere i nostri passi. 

Poi si è presentato il momento della terza generazione di diventare grandi. Stesso passaggio, stessa difficoltà descritta precedentemente. I nonni scompaiono, non tutti, siamo ancora in tre: ionho 95 anni, la Cesca 99, la Laura 84, tutti e tre con magagne davvero importanti. Altre traversie sono passate tra noi, che però non hanno fermato i miei figli e i nipoti di Padova e di Vicenza che hanno raccolto la palla della “festa dei cugin”, quest’anno a Enna, non quella di Sicilia ma una frazione di piccolo paese a nord di Vicenza di cui dirò in dettaglio.

A questo punto non so più dar conto di quanti eravamo, allego una fotografia. Dell’antica guardia solo due, Laura e io steso in una poltrona. Poi la sevonda e la terza generazione,  con le giovani madri e padri fino all’altro ieri ancora bambini, ancora soggetti a possibili conteggi.. 

Il bello è quel che viene successivamente: una miriade di bambini da 15 anni a pochi mesi che scalciano, piangono, ridono, giocano, dormono. Dormono in braccio agli adulti o a bimbi più grandicelli.

Tento di buttar giù un numero, forse 20 bambini da accudire… 

Quando siamo arrivati alla fine della giornata eravamo tutti sfiniti tanto che gli adulti sono passati alle fotografie di addio proprio perché i piccoli cominciavano a essere incontentabili! Come ho detto all’inizio vi racconto la ricerca di Enna, il luogo dell’incontro, un patronato con una magnifica cucina e sala di ritrovo. Partendo Padova chiedo “dove andiamo?”, a Torri di Quartesolo poi a destra per la A 31 e ci siamo. Io dico dato che è domenica per strada non c’è nessuno, Maurizio preferisce l’autostrada per una sessantina di chilometri e poi Thiene, Schio, e poi si comincia a salire, si entra in un anfiteatro di montagne coperte di neve e qua e là piccoli paesini, le valli del Pasubio, e su, su, le strade sempre più strette, tortuose ed erte, in mezzo boschi fitti di pini. Un’estate ancora ed ecco Enna, una chiesuola, quattro case, un patronato rupestre, tutto piccolo ed alpestre. Sono stanco ma felice.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *