Sono vecchio, pertanto rassegnato a scoprirmi sempre più ignorante. Oggi ho scoperto gli Sciiti, una delle linee di discendenza di Maometto. Hussein, il nipote di Maometto, finì decapitato dai nemici perché non volle arrendersi pur avendo perso tutti i suoi comandanti in battaglia e, in preda a fame e sete, preferisce farsi uccidere. Non era un liberatore, un vincitore, un conquistatore, non era carismatico, né Profeta. Era una vittima predestinata. Con il suo martirio creò quel ramo dei discendenti di Maometto che esalta una figura umana, contrariamente al fatto che i musulmani rifiutano le figure umane, dato che il Corano proibisce l’immagine umana. Facendosi teatrale il martirio diventa teatro.
Tutto ciò detto per mia cultura, Donald Trump dovrebbe essere più cauto nel voler fare dell’Iran un sol boccone. Trattasi di un popolo molto fiero e orgoglioso. Diceva Sun Tzu ne “L’arte della guerra” il principio cinese: “Devi ben conoscere il tuo nemico”!
Ma Trump dice che il Belgio è una bellissima città, che il presidente della Liberia parla bene l’inglese non sapendo che in Liberia tale lingua è lingua madre da 180 anni. Il rapporto che Trump ha con i libri è tutt’altro che fecondo. Alla Casa Bianca non ci sono libri, bensì riviste sulla cui copertina campeggia la sua imponente figura, che altri leggono per lui segnandogli dove il suo nome appare. I suoi collaboratori si sono accorti che non guardava i rapporti che gli venivano dall’FBI o dalla difesa, non leggeva i Top Secret nucleari sull’Iran della Nato. Al massimo qualcuno se lo faceva leggere.
Or dunque, cotanta supponenza che ha in mano la maggior potenza del mondo non dovrebbe consentirci di dormire tranquilli. Mi auguro che l’organizzazione americana abbia messo in conto che la follia o la stupidità di un uomo potrebbe portarci a una catastrofe.