In questi giorni è sulle prime pagine dei giornali la ricostruzione di Gaza, dando per scontato che l’emergenza della guerra sia finita. Proprio su questo fatto vorrei dare un mio parere o solo fare alcune considerazioni. Allo scopo già da molto tempo seguivo un mio punto di vista, che il 24 luglio 2025 ho trovato spiegato in uno scritto di Ernesto Galli della Loggia che cerco di riassumere in questo mio scritto, in quanto ben spiega le ragioni che tendono a mantenere la situazione in uno stato di continua tensione.
Parlo del riconoscimento dello Stato dei palestinesi. Al di là e oltre al comportamento inumano dell’attuale governo israeliano contro la popolazione palestinese, che proprio non c’entra per niente in questa guerra voluta e mantenuta da Hamas con le persone ai vertici della nazione palestinese.
Veniamo ora al centro del problema. Ritengo che non sia possibile risolverlo in quanto il contrasto sta proprio nel territorio da un lato ritenuto terra di conquista da parte dei palestinesi e dall’altro terra sacra dagli ebrei, che il mondo ha tolto ai beduini vaganti alla fine della Seconda Guerra Mondiale guadagnata quasi come un risarcimento per i 6 milioni di morti della Shoah. La Germania per prima e Italia poi si trovano responsabili di quel genocidio, pertanto mai potranno andare contro gli ebrei nel dare il territorio ai palestinesi. Ma sono del parere che, indipendentemente dal governo ebraico ora di estrema destra, anche se ci fosse un radicale cambiamento con un governo più democratico non sarà mai possibile risolvere il problema se non con compromessi che prima o poi porteranno nuovi attriti.
Ritengo necessario mettere la buona volontà nel proporre le soluzioni più diverse, con l’intento che un po’ alla volta si crei uno status quo di convivenza. Questo sarà possibile se non ci saranno uomini e paesi fratelli dei palestinesi che fomentino i contrasti. In tal senso i paesi arabi stanno seppur lentamente uscendo dal tribalismo dei popoli nomadi ed è sperabile che capiscano che non c’è una via d’uscita che accontenti tutti.
Mi sento comunque triste a dover ammettere che il comportamento umano è irrazionale e perciò passibile di storture assurde, quale è la guerra a Gaza.