diario dalla finestra di casa

17 febbraio 2026 – Cose di casa nostra

17 Febbraio 2026

Da molto tempo ho​ perso il ritmo dello scrivere. Da quasi due anni sono stato travolto dalla vita, negli ultimi mesi anche dalla morte di chi ci era vicino, la Rita, Mauro, la nonna. È stato un periodo particolarmente difficile. Un paio di mesi sia è accanito su di me in modo particolare tanto che ho temuto molto per me. Ora sto tentando di uscirne. 

Nel tempo in cui avevo smesso di scrivere in modo continuativo, forse per consuetudine ho messo da parte qualche scritto che mi colpiva dai giornali o in generale dal vivere normale. Oggi da quel deposito di notizie messe da parte ho tirato fuori degli appunti un po’ confusi. 

Leggevo Bartolomeo Lazzari, penso sia un giornalista, che dice “Davide, il Davide vero, emigra e Golia vince a mani basse”. Sta parlando di economia e in particolare della Calabria e constata che da anni emigrano almeno 10.000 calabresi verso il nord nazionale e in particolare lavoratori preparati culturalmente anche a livello di scuole frequentate. Quel che succede altresì anche a livello nazionale verso i paesi evoluti del nord Europa. Questo a dimostrare che l’Italia in queste condizioni è destinata ad essere fagocitata dalle economie che sono riuscite a migliorare la vita dei lavoratori grazie agli stipendi ben più alti consentiti da un’economia in crescita. E  l’Italia cosa fa a questo proposito? Ammesso in piedi il faraonico ponte sullo stretto di Messina, che non sarà mai realizzato perché mancano i presupposti di base: le infrastrutture in Sicilia e Calabria non sono tali da supportare l’innovazione che il ponte richiede. Un esempio: la ferrovia Messina-Marsala, alta velocità,  attualmente impiega frequentemente dieci ore e mezza per percorrere poco più di 200 km! 

Non mi prolungo oltre, le cose son così evidenti che è impossibile non vederle. A latere viene da fare qualche considerazione: se a Milano viene danneggiata una giostrina per bambini ne viene un caso nazionale, in Calabria ne parla il giornale cittadino e tutto muore lì.

Nel profondo sud tutto è difficile, a volte è impossibile. Inoltre in questo mare magnum di mal costume la malavita ci sguazza mentre a Roma cincischiano! Non riesco a capire, forse sono più ignorante di quello che penso di essere, come potre mo uscire da questa situazione.

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