diario dalla finestra di casa

10 gennaio 2026 – A Nenè!

10 Gennaio 2026

Pochi giorni fa, anzi relativamente pochissimi giorni fa, è apparso il tuo sguardo sparito dal nostro orizzonte da un mare di anni. ​Ciao Nenè!

Cosa voglio dire, che a un certo punto sei sparita alle nostre, intendo di tutta la famiglia, viste. Perché evidentemente ​i rapporti con il papà, Marco, ​si erano ​ulteriormente ingarbugliat​i​. Così io ho interpretato il fenomeno visto che anch’io​, in quei tempi, con Marco non navigavo in acqua chete. Nulla sono riuscito a fare allora, poi la cosa finì in un dimenticatoio collettivo.

Salvo da me! Dopo l’approccio di questi giorni da parte tua, ho cercato nel mio archivio personale una busta a te indirizzata per un semplice augurio che porta la data del 2016, che allora non trovò la destinataria per cui, mi son detto, mett​ila in lista d’attesa​, non si sa mai. La pazienza ha trovato ​così modo di esprimersi! Ora è nelle mani della Bett​i che si farà merito piacevolmente di darti. Come vedi non mi sono dimenticato. 

Purtroppo ​ti sei risvegliata nel momento più buio per la nostra famiglia, la morte di Mauro, papà di Dario e Marta, ​sia pur prevista e incombente, ma da me non conosciuta​, mi ha lasciato amaramente sorpreso. L’ho saputo il giorno dopo la sua morte. ​Marta e Marcello avevano perfino anticipato il matrimonio ​per far sì che lui potesse esserci. 

Questa prima disgrazia non era bastata e a distanza di un mese, ​il 26 ottobre del ​2025, è morta Rita. Questo avvenimento​, anche se non mi era completamente sconosciuto, ​è sceso su di me come un temporale buio e triste. Mia figlia più piccola.

Ancora un mese dopo è morto il papà di Mauro, 98 anni, che ci può stare ma non nel ​nostro contesto​ già dolorosamente piagato. 

Intanto ​lo stato di demenza della nonna tendeva ad aggravar​si tanto da costringerci a ricoverarla in casa di riposo. Le pratiche furono accelerate e nella seconda decade di dicembre siamo riusciti a ricoverarla. Ormai era tardi, il 26 dicembre è morta.​ 

Nel frattempo in mezzo a cotanta baraonda io perdo contatto con la realtà, senza accorgermi dò i numeri​ provocando ulteriore panico. Da qualche giorno mi sembra di essere ​rientrato quasi nel ben dell’intelletto,​ e speriamo che continui così, proprio nei tempi del tuo rientro​.​ Il fatto ​di essere stato stato sfiorato dalla follia non vuol dire che non si sia rotto qualcosa all’interno della mia testa​, che mi fa​ccia dubitare di me stesso. 

Torniamo a​ noi, mi fermo qui, voglio proprio vedere come andrà a finire questo capitolo della mia vita. Vorrei tanto poter avere forza e voglia di stare in prima fila a vedervi crescere, mi accorgo però che ogni qualche ora sento il bisogno di un sonnellino a cui non riesco a dire di no.

Auguri miei cari vicini e lontani, ogni tanto leggete qualcosa di me dalle ​Considerazioni dalla finestra di casa!

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