Sono trascorsi più di 30 anni. Paola mi propose di andare in una palestra a veder giocare a ping pong. Fui colpito, sorpreso, erano tempi nei quali l’indipendenza giovanile era quanto mai sacra ed era assai difficile da scalfire. Non chiesi spiegazioni e andai. La palestra era in Borgomagno. E il ping pong era un gioco che avevo frequentato nei giorni verdi della prima gioventù.
Dopo un po’ che guardavo dall’alto sui tavoli da gioco la Paola mi fece osservare un giovanotto, il maestro della palestra, era Mauro. Ancora non capivo il nesso.
Finalmente la Paola si sbottonò, dicendomi che era un suo pretendente. Io, nonostante avessi già pensato alla Paola lanciata nel mondo della medicina, in giro per il mondo a tenere conferenze, era infatti iscritta a medicina e le avevo perfino già comprato quei tubicini di plastica per auscultare il cuore (lo stetoscopio), feci buon viso a denti stretti.
Questa fu l’entrata di Mauro nella nostra famiglia. Seguì il periodo tennis in zona industriale a Padova, poi un breve periodo in Itrat, la mia azienda, infine l’entrata nel ”mondo delle campane”!
Trasformò molte chiese venete automatizzando il suono delle campane nonché la voce del sacerdote amplificandola appunto. Tale mestiere insolito di artigianato di alta professionalità lo ha svolto fino a pochi giorni dalla sua dipartita, nonostante la malattia lo stesse consumando.
Di quest’ultimo anno e mezzo di malattia, quanto mai lungo per le sofferenze e brevissimo per i giorni che volavano io non ero a conoscenza, né mi ero accorto di nulla. Ero troppo preso a lottare contro i miei malanni e quelli della nonna, ben poca cosa rispetto alle sue sofferenze per un male il cui esito era già scritto. È stato anche anticipato il matrimonio di Marta, la qual cosa si è realizzata per appena una quindicina di giorni.
Caro Mauro, ho sempre avuto grande ammirazione e rispetto per il tuo operato, che esaltava una professionalità davvero unica e non dipendente da altri. Tutto ciò è stato coronato da una famiglia forte e unita, dai figli Dario e Marta, che ti hanno dato molte soddisfazioni, a dimostrazione che l’esempio genitoriale è fondamentale.
Rimane comunque una grande tristezza!